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Scoiattolo
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L:E tu, nella stagione degli amori, cosa vuoi essere? Leonessa o gazzella?
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F:Io voglio fare lo scoiattolo
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Gli incontri tra le persone, sono fatti di bisogni reciproci. La sincronizzazione è casuale. L’asincronia fa arrabbiare le persone.
--Monnimomo on twitter
Sono quel tipo di persona che ti urla di andartene solo per vedere se resti. Quella che ti dice che sta meglio da sola mentre ti abbraccia. Quella che ti manda a quel paese ma che verrebbe a riprenderti poco dopo. Quella che ti dice ” ti odio ” per dirti ” ti amo “. Ho dei seri problemi di comunicazione.
--Distorted Fables. (via amamicongliocchi)
I single, dicevo, vivono un discrimine esistenziale che li porta naturalmente a suddividersi in due macrocategorie: gli amanti di se stessi e gli abbandonati dal mondo crudele.
I primi si godono la beatitudine della libertà solinga, orgogliosi di rifuggire gli scomodi compromessi della convivenza, si coccolano, aprono bottiglie pregiate senza ospiti, intrattengono rapporti privilegiati col divano sul quale spesso si producono in sessioni ipsatorie senza tema di reprimenda, anzi con una punta di intimo compiacimento anche estetico. Non si sentono soli, ma semplicemente in compagnia di se stessi e si piacciono, magari non sempre, però con l’autocompiacimento che non occultano alle masse. Spesso sono soli per scelta, ma se annoverano abbandoni, si godono la solitudine per ripicca. Sentono il bisogno degli altri sottoforma di nostalgia, giammai di pura tristezza. E trovano sempre gli altri, anche solo concedendosi graziosamente.
Gli abbandonati dal mondo crudele godono invece di una sempiterna compagnia: il senso di colpa. Loro è la colpa di essere stati lasciati, di non aver saputo mantenere vivo il rapporto, di non essere attraenti abbastanza per conoscere semplici amanti o interessanti un minimo per intrecciare nuove relazioni sociali . E si trascurano, mortificandosi con enormi bigodini esistenziali. L’autoerotismo non è mai una festa quanto un surrogato di amori sempre impossibili, in quanto – ovviamente – immeritati. La solitudine per loro è la giusta punizione per non-essere.
Facile tifare per la singletudine fiera, più difficile condividere il silenzio fragoroso della solitudine assoluta, che atterrisce quanto un abisso buio, sordo e umanamente immeritato.
--Soli | Splendidi Quarantenni (via batchiara)
(Source: iheart-photos)
Innamorarsi
Che poi innamorarsi random è facile, soprattutto per le persone sbagliate. Io quando sono in giro per il mondo posso innamorarmi anche 50 volte al giorno, farmi film (ma che dico, trilogie, remake!) su come potrebbe essere la vita con quella persona a partire da dettagli trascurabili.
La cosa difficile è innamorarsi per davvero.
Richiede tempo innamorarsi per davvero, essere predisposti, aver pazienza, andare oltre le sensazioni a pelle, cercare di non pensare che uno non legga abbastanza o ascolti musica di merda, essere più tolleranti per quelli che si considerano difetti e saper soffrire.
E io non lo so se alla fine ho ancora tutta sta voglia.
«Che importa» aveva chiesto a Jamie, «se amiamo qualcuno che non ci ricambia? Credi che cambi qualcosa?»
Lui aveva alzato lo sguardo. «Certo che sì. È una cosa triste.»
«Triste?»
«Sì. È come…»
Isabel aveva sollevato un sopracciglio. «Come cosa?»
«Come parlare con qualcuno che non ti ascolta» aveva detto Jamie. «Ecco: questo è il paragone giusto.»
--Il piacere sottile della pioggia - McCall Smith Alexander (via kika23)












